L’empatia nello studio

 

Nei post precedenti abbiamo visto che cos’è l’empatia e come è applicabile nella carriera professionale. Oggi vediamo come l’empatia si può utilizzare nello studio.

Greenme.it propone di inserire l’empatia come materia scolastica, così come già si è fatto in Danimarca, per facilitare le relazioni tra gli studenti e con i professori.

Infatti il presupposto essenziale è che gli insegnanti siano empatici e possano capire le emozioni dei propri allievi per poterli aiutare singolarmente nell’approccio allo studio, mantenendo una visione d’insieme e guidando la classe nella comprensione reciproca e nel seguire l’obiettivo comune dell’apprendimento e della maturazione, anche relazionale.

Se gli alunni, infatti, hanno bisogno di sviluppare la propria empatia (che sia cognitiva, emotiva o proattiva ai bisogni degli altri), gli insegnanti devono possedere tutte e 3 le caratteristiche, capendo in modo emotivo le emozioni degli alunni, sapendole spiegare a se stessi, agli altri (agli studenti stessi o ai loro genitori) e aiutandoli nella crescita verso la maturità.

Fortuna e Tiberio (1999) hanno determinato i criteri per stabilire quanto un insegnante sia più empatico di un altro. Il docente empatico non è autoritario, anzi, è più propenso ad elogiare e premiare gli studenti meritevoli, più che a svalutare coloro che non riescono a portare a termine un risultato. Sanno accogliere e guidare gli studenti che esprimono liberamente i propri sentimenti, incentivando le discussioni condivise in aula.

Come si sviluppa l’empatia in classe?

Partendo dai suggerimenti visti nel post “Che cos’è l’empatia” (riconoscere le proprie emozioni, non aver paura di sentirsi a disagio, ascoltare gli altri e immedesimarsi in loro), pensiamo che un possibile incentivo al miglioramento empatico sia proporre dei momenti di riflessione sull’empatia durante le ore di lezione in classe.

Se fin da piccolissimi si può chiedere ai bambini di condividere le proprie emozioni, attraverso giochi e sistemi premianti, durante l’adolescenza è ancora più importante aiutare i giovani a sviluppare le proprie doti empatiche, magari facendoli ragionare sulle sensazioni e le emozioni dei personaggi che leggono nei romanzi classici o nei libri di storia. All’università poi, è essenziale per i giovani adulti avere buone relazioni, per poter collaborare nei gruppi di lavoro e in progetti propedeutici alla carriera lavorativa.

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