Nel post precedente abbiamo definito “Che cos’è l’empatia” ed abbiamo visto che ne esistono di 3 tipi secondo il modello SkillView®.

Nel mondo lavorativo, l’empatia cognitiva può essere un ostacolo, perché le domande di controllo (o domande dirette – quelle che servono a capire il punto di vista dell’altro) impediscono il fluire naturale e armonico delle relazioni (è possibile che le domande si riferiscano alla sfera personale).

Questo tipo di empatia, però, può essere utile ai manager, perché, dovendo prendere decisioni in base ad evidenze oggettive, possono, ad esempio, scegliere di assumere una persona che condivide la cultura e i valori aziendali ed affronta le situazioni con la stessa spinta emotiva del gruppo di lavoro al quale si deve unire.

L’empatia emotiva, d’altra parte, aiuta le persone che si occupano di consulenza, formazione e coaching ad entrare in sintonia con i gruppi di lavoro con i quali collaborano, in modo da capire istintivamente le difficoltà che affrontano durante il lavoro e poterli consigliare su come affrontare le attività.

L’empatia verso i bisogni degli altri, insieme ai primi 2 tipi, è inoltre utile per tutte le persone che collaborano all’interno di un gruppo di lavoro, dal manager al trainer, per capire e risolvere i problemi del team (o delle singole persone che vi partecipano) e raggiungere gli obiettivi prefissati, a beneficio del gruppo (e quindi dell’azienda stessa).

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