Pensiero analitico

“E’ l’abilità di pensare in maniera dettagliata, approfondita e sistematica per risolvere problemi. La persona dotata di capacità analitiche applica metodologie precise nell’approcciare le diverse problematiche lavorative.”

Come si comporta chi ha un pensiero analitico?

Il pensiero analitico comporta una comprensione degli elementi costitutivi del problema in modo sistematico, la conoscenza successiva dei diversi aspetti, l’individuazione di priorità su basi logico-razionali e infine la definizione chiara delle relazioni di causa-effetto. Si tratta di entrare così nella complessità del pensiero causale in atto, in altre parole conoscendo le diverse ragioni, conseguenze o passaggi inclusi nell’analisi. È necessario considerare anche la dimensione quantitativa del problema analizzato.

Il pensiero analitico è fondamentale perché utilizza correttamente il flusso logico dell’argomentazione razionale, allo scopo di evitare fratture o contraddizioni nel mostrare la validità delle scelte che si prendono. La curiosità è la virtù, il tratto del carattere indispensabile e infine il desiderio implicito di sapere e conoscere più cose, persone o problemi al fine di conseguire gli obiettivi assegnati o altri superiori e migliori. Ricercare sempre nuove informazioni permette di costruire processi e conseguire soluzioni sempre più affinate e complesse, in vista di una maggiore efficienza del lavoro e in un quadro sempre più chiaro della situazione.

Come si allena il pensiero analitico? Con metodologia e costanza

Il pensiero analitico si coltiva fin dall’infanzia a scuola. E’ proprio l’ambito accademico che, con lo studio delle diverse materie, ci offre gli strumenti per analizzare il mondo che ci circonda e trovare soluzioni per migliorare la nostra qualità della vita. Ma la domanda che ci si pone fin dai tempi dell’accademia è “quale metodo di studio usiamo”? La metodologia di analisi, infatti, si sviluppa col tempo, e con la costanza, perché è normale fare errori di valutazione, ma è importante non fermarsi e continuare ad allenare il proprio pensiero analitico. Vediamo alcuni consigli per allenarci:

  • Osservate il mondo e chiedetevi “come posso migliorarlo?”. L’analisi fine a se stessa stanca, quindi dobbiamo darci un obiettivo. E quale obiettivo migliore della qualità della nostra vita? Analizziamo noi stessi, il nostro lavoro, il nostro luogo di lavoro e vediamoli nell’ottica di miglioramento. In questo modo l’analisi che faremo si svilupperà più facilmente, perché avrà un obiettivo definito.
  • Capite come gli altri analizzano il mondo. Volete scoprire nuove metodologie di analisi? Osservate ed ascoltare i vostri colleghi e collaboratori e andrete incontro ad un mondo di nuovi metodi per scoprire il mondo e analizzarlo.
  • Fate esperienze nuove. Il pensiero analitico viene in aiuto quando ci sentiamo in pericolo, perché il nostro istinto di sopravvivenza ci aiuta ad uscire dalle situazioni pericolose. Questo non vuol dire che dovete affrontare momenti di terrore o panico, ma che uscire dalla quotidianità vi consente di allenare la vostra capacità di analisi e mettere alla prova la metodologia che avete sviluppato.
  • Fate delle ipotesi e verificatele. Osservate il mondo e ipotizzate una causa o l’effetto che una causa può avere e verificate a posteriori se la vostra assunzione era esatta. Riflettete quindi sugli indizi che vi hanno portato all’ipotesi verificata, ma attenzione a pensare che in presenza degli stessi indizi andrà sempre come avete verificato, perché ci sono troppe variabili e incognite nella vita! Ed è proprio per questo che va vissuta: scoprire sempre nuovi scenari e modi di vedere e analizzare il mondo.

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