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Soft Skills

Le Soft Skills: apprenderle a partire dalla Scuola

Una persona è brava negli studi, un’altra eccelle come imprenditore, un’altra ottiene il successo professionale sul lavoro come dipendente, un’altra decide di fare la mamma a tempo pieno, ecc. Abbiamo solo un cervello. E nello stesso nostro cervello convivono felicemente Skills Tecniche e  Soft Skills.

Sul lavoro le Technical Skills (oggi sono al top le tecniche di Project Management, i big data, la programmazione e l’intelligenza artificiale, la security) sono certamente importanti e addirittura indispensabili, ma da sole non sono sufficienti per assicurare alle persone il successo al quale aspirano. Per eccellere nel proprio ruolo lavorativo è necessario avere qualcosa in più rispetto alle skills tecniche. E molte ricerche in ambito lavorativo dimostrano che le Soft Skill, come ad esempio la disposizione dei soggetti a lavorare con gli altri, a comunicare chiaramente e a risolvere problemi, sono essenziali per la riuscita lavorativa.

Fino a poco tempo fa si riteneva che compito della scuola fosse di accompagnare i ragazzi, i giovani, all’acquisizione di conoscenze (magari apprese solo grazie all’esercizio mnemonico che richiede fra l’altro costanza, programmazione e assiduità nelle ripetizioni di quanto si desidera apprendere), di capacità analitiche e critiche. Anche se quest’ultime sono state messe in soffitta da molto tempo, nella scuola si cerca almeno di formare giovani capaci di esercitare il loro pensiero e le loro scelte in maniera responsabile. Ma per arrivare a quest’obiettivo si frappongono oggi molti ostacoli perché gli studenti, a partire dalla scuola primaria, sono sottoposti ad una miriade di messaggi e stimoli non facilmente interpretabili dalle istituzioni classiche, famiglia, scuola, gruppi sociali… Non si fa a tempo a capire una moda, un orientamento comportamentale suggerito dai social, che subito ne appare un altro, più potente dei precedenti, ma particolarmente conciliabile solo con la mente libera e aperta dei nativi digitali.

Le domande che quindi ogni docente dovrebbe farsi quando si preparano a trasferire agli studenti delle capacità trasversali o delle Soft Skills sono:

  • Com’é organizzato il lavoro di apprendimento: prevede dei momenti di lavoro in gruppo?
  • Ci sono dei momenti in cui la comunicazione risulta particolarmente importante?
  • Esistono attività che prevedono l’utilizzo di abilità creative o di pensiero associativo?

Certamente, a partire da queste domande, il docente si accorgerà come gli studenti si differenziano in termini di Soft Skills. A chi piace lavorare da solo, il lavoro con gli altri, in gruppo, non interessa. Il soggetto deve essere trascinato, ma farà fatica. Anche i più socievoli potrebbero fra l’altro far fatica a lavorare da soli. Hanno bisogno di chiacchierare in maniera continua. Ad esempio, il loro bisogno innato di parlare (che cozza contro le regole della classe, il silenzio, l’attenzione, il rispetto delle principali regole della comunicazione) può tuttavia essere compreso e guidato.

Oggi si riconosce che questo compito di accompagnamento della scuola, così decisivo per il futuro delle persone giovani, ha molte falle in se (nell’organizzazione didattica, nella preparazione degli insegnanti) ed è aggravato da una mancata e reale strategia di uscita dalla scuola secondaria che valorizzi il giovane e le sue potenzialità in previsione dei futuri impegni universitari o lavorativi.

D’altra parte anche per gli imprenditori si pongono le medesime domande dei docenti. Chiaramente tali domande sono contestualizzate ai loro bisogni in termini di produzione, della ricerca d’identità lavorative adatte al lavoro, di professionalità e soft skills. L’imprenditore ha quindi:

  • “bisogno di venditori che abbiano iniziativa per avviare nuove relazioni con il mercato”
  • “la necessità di personale nella Ricerca di nuovi prodotti che lavori con spirito innovativo”
  • “bisogno di personale adatto ai ritmi incalzanti”
  • “la necessità di individuare soggetti dotati di resistenza fisica e allo stress”
  • “bisogno di giovani talenti digitali, smart, …”

Le Technical Skills (strumenti efficaci per realizzare un compito, un’attività) di coloro che escono dalle scuole, dalle università devono pertanto essere integrate con le competenze trasversali per migliorare produttività.

Quest’ aspetto “umano” dell’organizzazione influisce da sempre sulla capacità delle imprese di avere successo. Per concludere la similitudine proposta tra le Soft Skills richieste nello  Studio e nel Lavoro si faccia l’esempio del Time Management, cioè la capacità di utilizzare il tempo a disposizione in maniera efficace al fine di chiudere le attività entro il termine stabilito.

Esempio di comportamenti osservabili di Time Management:

A scuola, lo studente: Sul lavoro, il lavoratore:
Arriva in tempo e preparato per iniziare l’attività didattica Rispetta gli orari di entrata
Finisce il compito in classe nel tempo indicato dal docente Termina le sue attività nel rispetto delle indicazioni imprenditoriali. Non lascia il lavoro indietro
Nello svolgere i compiti organizza efficacemente il tempo a disposizione. Rispetta i tempi di apprendimento che sono assegnati Sa capire quali sono le attività più urgenti da eseguire e lascia in fondo i compiti meno urgenti e più routinarie
Pianifica lo studio, registra gli appuntamenti della sua vita privata, cercando di non arrivare sempre all’ultimo momento per compiere quanto gli è richiesto Pianifica le sue attività con un’agenda condivisa con l’organizzazione rispettando con puntualità gli appuntamenti che fissa, i meeting ai quali partecipa con i clienti e i collaboratori

Conclusione

Sbagliare un compito a scuola può avere effetti negativi e circoscritti. Lo studente può sempre rimediare. Arrivare tardi a scuola è una cattiva abitudine che si può ancora correggere. D’altra parte è noto che anche avere dei buoni voti a scuola, in materie tecniche o in aree ostiche come matematica, fisica, ecc. non ha nessuna relazione con il fatto che lo studente, in futuro, potrà comunicare in maniera efficace con i colleghi, il capo e i clienti. Le debolezze in termini di Soft Skills sul lavoro (ad esempio, per un lavoratore non essere mai puntuale, rifiutarsi sempre di ascoltare i clienti, rimandare le consegne, ecc.) portano a una regola oramai nota nell’ambito delle Risorse Umane: si assume per competenze tecniche e si licenzia per soft skills.  

Le Soft Skills accompagnano poi ogni momento dello sviluppo delle persone, arrivando anche a essere indispensabili nello sport, nelle attività ludiche e culturali. Le Soft Skills sono inoltre decisive nelle relazioni familiari, nei rapporti con il proprio partner, con i propri colleghi e amici.

Per questo bisogna conoscerle sempre meglio e utilizzarle con efficacia.

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5 Febbraio 2018/da OriginalSkills
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