Abbiamo visto nel post precedente cos’è l’assertività, e come poterla coltivare, attraverso consigli utili e pratici. Quindi abbiamo visto anche come poter utilizzare l’assertività nella carriera professionale. Oggi vedremo che questa soft skill è utile anche nello studio, a partire dalla figura dell’insegnante, che ricopre il ruolo di esempio per gli studenti, perché, come definito nello studio di lostampatello.it

L’insegnante non può evitare di insegnare le abilità comunicative e quindi è necessario che:

Si ponga come modello. In questo modo i ragazzi osservano l’insegnante che svolge la sequenza di atti necessari per raggiungere una determinata modalità interattiva.

Si ponga come osservatore, in modo da aiutare i ragazzi ad essere consapevoli del tipo di comportamento agito e delle sensazioni provate. Questo permette di aiutarli ad etichettare l’emozione corrispondente.

Si ponga come promotore per stimolare il ragazzo ad eseguire una determinata azione presentandogli quella complementare e chiedendogli di compierla.

Si ponga come mediatore tra i comportamenti in eccesso e quelli in difetto durante l’interazione. In questo modo è possibile insegnare nuove competenze a chi ne è sprovvisto e ridimensionare i comportamenti sproporzionati.

I professori, inoltre, devono dare esempio di assertività, riuscendo a risolvere i conflitti tra di loro, per essere esempio di collaborazione per gli studenti. Questi ultimi, infatti, utilizzando una comunicazione assertiva, possono trarne tutti i benefici che abbiamo visto nell’articolo dedicato alla definizione di questa soft skill, riuscendo a risolvere i conflitti che si creano tra di loro in maniera costruttiva e riuscendo anche a definire quali sono le proprie necessità, per poter porre le proprie richieste agli insegnanti.

La scuola, quindi, potrebbe trarre vantaggio dall’utilizzo dell’assertività nelle classi, tra i docenti e gli studenti, perché potrebbe evolvere al passo delle esigenze delle persone, per poter formare adulti che sapranno non essere passivi o aggressivi, pronti a collaborare e a rispettare i diritti altrui, senza mai rinunciare ai propri.

Conoscere se stessi, i propri obiettivi e perseguirli (come abbiamo visto anche nella soft skill del rendimento) avendo delle relazioni sane e stabili con gli altri è possibile grazie all’assertività. Questa soft skill aiuta l’autostima, che è fondamentale per gli studenti durante il loro corso di studi, per non arrendersi mai e per continuare il proprio percorso fino al raggiungimento del successo prefissato.

Molti ragazzi, essendo assertivi e potendo scegliere, potrebbero continuare a studiare e diventare i professionisti che sognano di essere. Esistono già alcuni progetti sull’insegnamento dell’assertività, come quello del Comune di Settimo Torinese, che sottolinea come la formazione, anche tramite giochi di ruolo e psicologici, possa aiutare i ragazzi a non perdersi lungo il loro percorso verso la loro maturità.

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