Secondo il modello di analisi delle soft skills SkillView il decision making è…

“…la capacità di prendere una decisione, con velocità e accuratezza, valutando e scegliendo fra diverse alternative.”

Come si comporta un decision maker?

Sono persone con fiducia in sé stessi, che utilizzano il pensiero analitico per il problem solving. Cercano tutte le alternative e riflettono sulle conseguenze delle scelte che prenderanno, per trovare la soluzione che, a ragion veduta, porta più benefici.

Si può sviluppare questa soft skill? Si, con curiosità, riflessività ed equilibrio

Una decisione non deve essere affrettata e men che meno basata su opinioni soggettive, perché le conseguenze possono essere inaspettate e controproducenti. Per fare la scelta giusta, infatti, bisogna valutare il maggior numero di alternative, valutandone gli effetti, senza essere influenzati da pregiudizi o giudizi affrettati, che possono pregiudicare l’oggettività delle informazioni che abbiamo e delle decisioni che prendiamo. Le informazioni oggettive che raccogliamo, inoltre, devono essere continuamente aggiornate e messe a sistema tra loro, per poter avere un quadro della situazione completo e dinamico, perché non tutte le attività in azienda sono ripetitive e routinarie, ma cambiano con l’evolversi dell’organizzazione.

Vediamo alcuni consigli:

  • Quando raccogliete le informazioni, separate i giudizi personali dai dati oggettivi. Ponetevi alcune domande (o ponetele al vostro interlocutore) per capire se il punto di vista che raccogliete è parziale, magari confrontando con altre fonti d’informazione o riflettendo sul contesto e sulla situazione del mittente da cui arriva il dato. Un proverbio russo afferma “Fidati, ma controlla”, e rappresenta il giusto modo di gestire la relazione con una fonte d’informazione, perché non parte da uno scetticismo pregiudicante, ma stimola a verificare in modo autonomo.
  • Pensate a tutte le conseguenze delle scelte, ma sospendete il giudizio. Con tante informazioni e opzioni, gli effetti delle decisioni possono essere molteplici, e quindi fare una scelta può intimorire, per paura delle ripercussioni negative. Anche in questo caso, cercate di pensare al futuro nel modo più oggettivo possibile. Non riuscite a vedere un domani roseo? Sospendete il giudizio lì dove pensate alle conseguenze peggiori, accertatevi che si possano verificare e cercate di prevedere una soluzione.
  • Non cercate la scelta perfetta, perché non esiste. Aristotele nell’”Etica Nicomachea” del IV secolo a.C. ha scritto “in medio stat virtus”, ovvero “nel mezzo c’è la virtù”, a significare che l’equilibrio è sempre la scelta migliore, senza lasciarsi andare agli eccessi. La moderazione nel valutare e nel prendere decisioni porta sicuramente a conseguenze più medie (e magari più prevedibili), ma per questo anche più sicure.

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