Sappiamo dai post precedenti cos’è l’assertività, come utilizzarla nel lavoro e come può aiutare a scuola. Nel post di oggi vogliamo vedere come utilizzarla quotidianamente, nelle relazioni, in famiglia e nei rapporti personali.

Come visto, l’assertività consente di definire degli spazi personali, rispettando se stessi e gli altri…potendo scegliere quando dire “si” o “no” senza sensi di colpa, aggressività o passività.

Nelle relazioni questa soft skill è fondamentale, per non essere sottomessi e sottoposti alle continue richieste dei partner o aggredire con le proprie. Si possono creare così relazioni sane, basate sulla fiducia e sulla collaborazione reciproca, perché si conoscono le proprie necessità e quelle degli altri, raggiungendo obiettivi comuni che portano alla felicità.

I rapporti risultano così distesi, senza ansie o sensi di colpa. Le persone si sentono appagate dalle relazioni che tessono tra di loro e possono vivere serenamente le proprie emozioni e i propri sentimenti, sapendo di non arrecare danno agli altri, che sono comprensivi, ma allo stesso tempo hanno la distanza psicologica che non li rendono dipendenti dallo stato d’animo altrui, ma ci si è di reciproco supporto, stimolo, motivo di serenità e allegria.

In famiglia, come descritto nell’articolo di genitorichannel.it i genitori possono essere d’esempio ai figli nella gestione dei conflitti, insegnando ai figli a valorizzare se stessi e gli altri, individuando soluzioni condivise e imparando ad avere fiducia in sé e nel prossimo.

In definitiva, l’assertività consente alle persone di vivere una vita piena di relazioni sane, costruttive e durature, perché l’aggressività e la passività possono essere utili in alcuni casi ma solo sul breve termine, invece avere rispetto di se stessi e degli altri è un valore che dà frutti per tutta la vita.

Abbiamo visto nel post precedente cos’è l’assertività, e come poterla coltivare, attraverso consigli utili e pratici. Quindi abbiamo visto anche come poter utilizzare l’assertività nella carriera professionale. Oggi vedremo che questa soft skill è utile anche nello studio, a partire dalla figura dell’insegnante, che ricopre il ruolo di esempio per gli studenti, perché, come definito nello studio di lostampatello.it

L’insegnante non può evitare di insegnare le abilità comunicative e quindi è necessario che:

Si ponga come modello. In questo modo i ragazzi osservano l’insegnante che svolge la sequenza di atti necessari per raggiungere una determinata modalità interattiva.

Si ponga come osservatore, in modo da aiutare i ragazzi ad essere consapevoli del tipo di comportamento agito e delle sensazioni provate. Questo permette di aiutarli ad etichettare l’emozione corrispondente.

Si ponga come promotore per stimolare il ragazzo ad eseguire una determinata azione presentandogli quella complementare e chiedendogli di compierla.

Si ponga come mediatore tra i comportamenti in eccesso e quelli in difetto durante l’interazione. In questo modo è possibile insegnare nuove competenze a chi ne è sprovvisto e ridimensionare i comportamenti sproporzionati.

I professori, inoltre, devono dare esempio di assertività, riuscendo a risolvere i conflitti tra di loro, per essere esempio di collaborazione per gli studenti. Questi ultimi, infatti, utilizzando una comunicazione assertiva, possono trarne tutti i benefici che abbiamo visto nell’articolo dedicato alla definizione di questa soft skill, riuscendo a risolvere i conflitti che si creano tra di loro in maniera costruttiva e riuscendo anche a definire quali sono le proprie necessità, per poter porre le proprie richieste agli insegnanti.

La scuola, quindi, potrebbe trarre vantaggio dall’utilizzo dell’assertività nelle classi, tra i docenti e gli studenti, perché potrebbe evolvere al passo delle esigenze delle persone, per poter formare adulti che sapranno non essere passivi o aggressivi, pronti a collaborare e a rispettare i diritti altrui, senza mai rinunciare ai propri.

Conoscere se stessi, i propri obiettivi e perseguirli (come abbiamo visto anche nella soft skill del rendimento) avendo delle relazioni sane e stabili con gli altri è possibile grazie all’assertività. Questa soft skill aiuta l’autostima, che è fondamentale per gli studenti durante il loro corso di studi, per non arrendersi mai e per continuare il proprio percorso fino al raggiungimento del successo prefissato.

Molti ragazzi, essendo assertivi e potendo scegliere, potrebbero continuare a studiare e diventare i professionisti che sognano di essere. Esistono già alcuni progetti sull’insegnamento dell’assertività, come quello del Comune di Settimo Torinese, che sottolinea come la formazione, anche tramite giochi di ruolo e psicologici, possa aiutare i ragazzi a non perdersi lungo il loro percorso verso la loro maturità.

Abbiamo visto nell’articolo precedente cos’è l’assertività, dando anche dei consigli utili su come capire se siamo assertivi e come diventarlo.

Ma come si traduce questa soft skill nel lavoro? Come possiamo essere assertivi mentre lavoriamo e cosa ci permette di ottenere?

L’assertività ci aiuta a difenderci, aiuta la nostra salute psicofisica, perché ci consente di porre dei limiti, di non sovraccaricarci di lavoro e di stress e di vivere rapporti sani e costruttivi con i nostri colleghi, non sacrificando le relazioni in nome del lavoro né perdendo tempo utile per le attività lavorative per compiacere gli altri, ma anzi aiutandoci a focalizzare le nostre potenzialità, sapendo scegliere quando dire no.

Come coltivare l’assertività nella carriera professionale?

  1. Trasformare l’aggressività in assertività: il sovraccarico di lavoro, lo stress, il comportamento perfezionistico, le scadenze imminenti possono renderci poco comprensivi verso i colleghi. Riconoscere che in un team di lavoro ciascuno ha le sue responsabilità e sviluppare l’empatia, ci può aiutare a dare risposte più concilianti e rispettose in cui si fanno presenti le proprie necessità, esigenze e priorità professionali
  2. Focalizzare l’attenzione su se stessi e non sui colleghi, superiori o dipendenti: usare il pronome “io” quando si formula una affermazione, domanda o richiesta, invece di sottolineare continuamente come o cosa l’altro dovrebbe dire, fare o essere.
  3. Dichiarare le proprie esigenze, necessità, priorità in modo chiaro e deciso, seppure educato.. Ad esempio, se si chiede un permesso di assenza di un paio di ore dal lavoro, domandarlo con sicurezza, senza troppi giri di parole, impegnandosi a recuperare il tempo perso di lavoro in un altro momento
  4. Attenersi fermamente ai propri propositi e intenzioni: se, ad esempio, si sono chieste due ore di permesso di assenza dal lavoro per motivi personali attenersi alla richiesta, senza farsi circuire da richieste dell’ultimo minuto
  5. Essere assertivi solo quando è necessario: cercare di comprendere l’altro, andare incontro alle esigenze altrui, a volte ha anche dei limiti. Questi limiti risiedono nel rispetto di se stessi. Non si può rispettare il prossimo se non si rispetta se stessi. In caso contrario diventa un sacrificio di cui prima o poi si pagano le conseguenze, specie sul piano relazionale e della salute psicofisica. Esiste un fronte entro il quale possiamo manifestare la nostra elasticità, ma oltre la quale non riusciamo ad andare. Ognuno di noi deve poter conoscere il suo limite e rispettarlo.

Il termine assertività deriva dal latino “adserere” che significa “affermare”, “sostenere con forza”, “dichiarare”. “Per comportamento assertivo, quindi, s’intende uno stato emotivo che consente alla persona, in ogni circostanza, di dire e/o fare ciò che in quel momento ritiene ragionevole, giusto, utile e necessario.” Scrive Demetrio Macheda, spiegando il modello Skill View®  “Le persone assertive si esprimono e si comportano in modo affermativo, autorevole, categorico. Esprimono apertamente i sentimenti, le idee e i propri diritti senza essere aggressive e invadenti.”

Il concetto è stato definito negli anni 60 dagli psicologi statunitensi Alberti, Emmons, che con Manuel J.Smith lo definirono come un comportamento che permette a una persona di agire nel suo pieno interesse, di difendere il suo punto di vista senza ansia esagerata, di esprimere con sincerità e disinvoltura i propri sentimenti e di difendere i suoi diritti senza ignorare quelli altrui”.

L’assertività è il trovare equilibrio tra la passività e l’aggressività, oltrepassando il limiti dell’essere passivi e accondiscendere a qualsiasi persona o evento e limitando la propria aggressività rispettando i diritti altrui, ma facendo valere i propri.

Siete assertivi?

Una volta scoperto il concetto di assertività, è il momento di capire se ne possediamo e come possiamo essere assertivi, in modo da vivere con più equilibrio e far valere le nostre ragioni.

Prima di tutto dobbiamo capire se siamo assertivi o meno, e questo lo possiamo capire ponendoci alcune semplici domande…

  • Riusciamo sempre a dire di no quando una cosa non ci piace, va contro i nostri principi o quando non ci va di farla?
  • Riusciamo ad essere competitivi in modo sano, non alterandoci o deprimendoci in caso di sconfitta e imparando dagli errori?
  • Riusciamo sempre a dire la nostra opinione, fare in modo che gli altri la capiscano e la prendano in considerazione?
  • Riusciamo a non deprimerci e zittirci, oppure a infuriarci e diventare aggressivi quando sentiamo che stiamo subendo un sopruso, ma portiamo le nostre argomentazioni in modo calmo, chiaro e convincente?

Se avete risposto “no” ad anche una di queste domande, sappiate che trovare il giusto equilibrio e diventare assertivi non è facile. Le caratteristiche principali di una persona assertiva sono:

  1. Riuscire a costruire rapporti positivi con gli altri
  2. Essere competitivi nei giusti termini
  3. Essere empatici
  4. Avere una buona autostima
  5. Riuscire a dire “NO” senza sentirsi in colpa

Come diventare assertivi?

Se avete risposto negativamente ad alcune domande scritte in precedenza…nessun problema! Con un pò di allenamento riuscirete a dire la vostra e farvi ascoltare. Vi proponiamo qui alcuni consigli su come allenare la vostra assertività…

  • Impara a conoscere le tue emozioni
    • Scrivi un diario, descrivendo quello che ti accade e le emozioni che provi, riflettendo su come avresti potuto essere più assertivo e sentirti più a tuo agio nelle situazioni. Dai anche un punteggio (ad esempio da 1 a 10) su come ti senti e cerca di aumentare il tuo punteggio ogni volta che sei in una situazione di difficoltà.
  • Impara a comunicare in modo efficace
    • Dì “NO” quando è il caso di farlo
    • Mantieni la calma e rispetta il prossimo
    • Pronuncia frasi semplici, senza complicare più di tanto la tua comunicazione
    • Pronuncia frasi in prima persona, per poter affermare te stesso o te stessa
    • Usa un linguaggio del corpo appropriato, mantenendo il contatto visivo e rilassando il viso e la postura del corpo
    • Dedica del tempo all’allenamento della comunicazione, magari davanti ad uno specchio
  • Impara a gestire lo stress
  • Prendi decisioni in modo efficace
    • Usa il modello decisionale IDEAL, ovvero…
      • I- Identifica il problema
      • D- descrivi tutte le possibili soluzioni
      • E- valuta (“Evaluate” in inglese) le conseguenze di ogni soluzione
      • A- Agisci. Scegli una soluzione e provala
      • L-  Impara (“Learn”). La soluzione ha funzionato? Valuta perché sì o perché no. Se non ha funzionato, ricomincia scrivendo una lista di soluzioni possibili e analizzandole
    • Considera chi deve essere coinvolto
    • Cerca di comprendere lo scopo della tua decisione
  • Crea dei limiti sani
    • Proteggi il tuo spazio fisico ed emotivo. Metti distanza, fisica ed emotiva, da chi o cosa ti fa soffrire
    • Pianifica i tuoi limiti: quando parli delle tue necessità, pensa ai limiti che vuoi darti e argomenta la tua conversazione all’interno di quei limiti
    • (Ancora una volta, lo ripetiamo…) impara a dire di no
    • Afferma la tua opinione in modo rispettoso
    • Identifica le tue necessità
    • Sii onesto con te stesso riguardo quello che vuoi
    • Trova delle soluzioni che possano rendere felici entrambe le parti, quando sei con qualcuno.

Questi sono solo alcuni consigli, che potete approfondire sul sito www.wikihow.it per poter allenare la vostra assertività.

Ricordate che potete raggiungere qualsiasi obiettivo con la giusta dedizione, per poter avere una qualità della vita migliore e relazioni costruttive con gli altri. Le soft skills servono a questo e le aziende lo sanno. Avere un ambiente di lavoro positivo e costruttivo permette alle persone di dare il massimo, di collaborare e di ottenere obiettivi personali e di gruppo. I successi lavorativi non giovano solo al fatturato e l’immagine aziendale, ma alle persone che ne fanno parte, migliorandone la coesione, la fiducia e il rispetto reciproci, costruendo così dei team di lavoro che possono superare, insieme, qualsiasi ostacolo lungo il percorso verso il successo.