Lavorando con le organizzazioni e con le persone ho lentamente maturato il convincimento che l’empatia ha tre livelli.

Al primo livello collocherei quel tipo di empatia che sta al di sotto della coscienza. E’ lo stile organizzativo, la cultura che si respira nelle imprese, il clima emotivo, i codici comportamentali, le modalità scelte dalle persone per presentarsi, vestirsi, discutere, celebrare. Questo tipo di empatia non è di natura cosciente, viene a galla solo quando si prova a introdurre dei cambiamenti nell’organizzazione.

Al secondo livello metterei la capacità di cogliere cosa passa per la mente altrui. E’ la cosiddetta sfida di Monna Lisa, il famoso dipinto di Leonardo da Vinci. Qual è il pensiero che sta dietro il mezzo sorriso della donna del ritratto? Ecco, alcune persone sono particolarmente capaci di farsi un’idea immediata delle sensazioni che gli altri provano. Li capiscono dal “di dentro”, provano le stesse emozioni e colgono i pensieri degli altri. Altre persone fanno fatica a interpretare e collocare nel giusto contesto il significato di un mezzo sorriso. Hanno bisogno di studiare e comprendere domandando. Questo tipo di empatia, quella di terzo livello, spesso riscontrata come mancanza di empatia è, in effetti, un tipo di empatia fredda, che ha bisogno di conferme per comprendere cosa le persone pensano. Questo tipo di empatia è riscontrabile in ogni tipo di popolazione aziendale (dirigenti, quadri, impiegati, lavoratori) ed è molto ricercata perché riesce ad assemblare informazioni che vengono da più fonti (situazioni reali, storia, cultura, immagini, web, ricerche, ecc.) valorizzandole in vista di un obiettivo commerciale, produttivo o di altro genere.

Il problema, in molti casi, è che le persone non possono essere entrambi le cose, empatici, analitici ed empatici risonanti (come direbbe Goleman). E a tal riguardo è il contesto aziendale (organizzazione empatica o fredda ed ostile) che può attrarre verso di se quelle persone che sono nella media, cioè sia leggermente empatiche risonanti e sia lievemente empatiche analitiche. Capire cosa significa appartener ad una delle due categorie è importante per il successo professionale.
Il test Skill View® consente, fra le altre cose, di autovalutare il livello della propria empatia.